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DA PETER PAN A HARRY POTTER
Sogni & disegni di Serena Riglietti
9 dicembre 2010 – 29 maggio 2011
Gradara, Palazzo Rubini Vesin
Un soffio di vento, un alito di magia, un fremito della fantasia ed ecco che un mondo incantato, fatto di folletti e maghi, di draghi e piccoli “eroi”, appare all’improvviso ai nostri occhi, lieve fuggevole, e sembra prender vita.
Sono i Sogni & Disegni di Serena Riglietti, nota illustratrice dei libri di Harry Potter in Italia, artista capace di tradurre l’incanto di un racconto, il fluire di una narrazione in un’emozione visiva, comunicando il senso di stupore e di meraviglia che circondano personaggi come il Mago di Oz, Peter Pan, Alice nel Paese delle Meraviglie, Rosaspina e lo stesso Harry Potter, nell’interpretazione data dalla disegnatrice al giovane “maghetto” alle prese con il Signore Oscuro.
Sarà il Castello di Gradara, cittadella fortificata che tra torri, spalti e merlature sembra anch’essa uscita da un volume di fiabe, a fare da scenario all’esposizione Da Peter Pan a Harry Potter. Sogni & Disegni di Serena Riglietti che proporrà – dal 9 dicembre 2010 al 29 maggio 2011 presso Palazzo Rubini Vesin – oltre 200 opere della disegnatrice, tra tavole a colori e illustrazioni in bianco e nero.
I personaggi di mille avventure, i protagonisti dei classici della letteratura d’infanzia entrati nell’immaginario d’intere generazioni, ma anche le nuove creature proposte dall’editoria internazionale si arricchiscono, nell’universo figurato di Serena, di inusuali sfaccettature e di inattese sottolineature.
Orari apertura:
sabato-domenica e festivi 10-13 15-18
aperture straordinarie dal 23 dicembre al 9 gennaio tutti i giorni 10-13 15-18
chiusura: 25 dicembre e 1 gennaio mattina
Mostra CARAVAGGIO E BAROCCI, CAPOLAVORI A CONFRONTO
23 DICEMBRE 2010 – 30 GENNAIO 2011
Dal 22 dicembre al 30 gennaio 2011, nella Sala dei Banchetti del Palazzo Ducale di Urbino verrà esposto uno straordinario capolavoro di Caravaggio, il San Francesco in meditazione già nella Chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, oggi depositato nella Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma, insieme alla versione del medesimo soggetto nella Chiesa della Concezione dei Cappuccini di Via Veneto.
L’eccezionale presenza ad Urbino di questi due incunaboli della pittura seicentesca, oltre a proporsi come momento di studio dei gradi di autografia caravaggesca – ampiamente discussa in passato dalla critica specialistica- offre lo spunto per un confronto incrociato con il grande contemporaneo urbinate di Caravaggio, e cioè Federico Barocci, ancor lui alle prese con temi francescani. Dunque un doppio confronto. Innanzitutto Caravaggio a confronto con sè medesimo: un Caravaggio certamente autografo nel dipinto di Carpineto e un Caravaggio spurio nel dipinto della Concezione, forse opera di un valente “falsario” contemporaneo che gli fa’ il verso o forse anch’esso autentico, di mano del grande fuoriclasse della pittura moderna, come ancora ritengono alcuni studiosi. E poi un confronto tra Caravaggio e Federico Barocci, un maestro più ancorato alla tradizione, che dal canto suo re-inventa comunque un tema caro alla pittura di Controriforma e si cimenta tanto con l’Invenzione delle Stimmate già nella Chiesa dei Cappuccini d’Urbino, che con il Perdono di Assisi, il grande quadro per i Francescani d’Urbino di cui il Palazzo Ducale conserva il vivacissimo bozzetto dei colori realizzato a preparazione della pala chiesastica.
Una mostra ‘piccola’ ma di capolavori eccellenti, che non mancherà di sollecitare curiosità e grande interesse. Uno spaccato breve ma intenso sulla pittura fra Cinque e Seicento che, a Urbino e nelle Marche attende di essere riscoperta tanto nei suoi valori locali quanto nelle componenti che affacciano sulla grande arte europea del barocco.
L’evento è reso possibile dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che ha concesso in prestito le opere di Carpineto Romano e della Chiesa dei Cappuccini di Roma, nonchè dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, e dal fattivo apporto e contributo di Gebart, concessionaria dei Servizi aggiuntivi della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche.